Gli Explosions In The Sky portano le loro magiche atmosfere post-rock sotto il cielo di Milano, sfidando la pioggia, regalando un concerto memorabile nonostante l’acustica non impeccabile.

Era uno di quei concerti che aspettavamo da tanto, troppo tempo. Già nel 2011 ce li eravamo persi, con profondo rancore. Ma stasera c’eravamo, nonostante la minaccia della pioggia che sta devastando Milano da giorni, nonostante il rischio di una pessima acustica come ci è già capitato di trovare al Magnolia estivo.

Gli Explosions In The Sky entrano in scena alle ore 22.15, senza preamboli né gruppo spalla,  e per un’ora e mezza tirata, senza pause, ci regalano uno show intenso ed emozionante, trasportandoci in dimensioni altre, dove a parlare è solo il linguaggio della musica, quello del post rock più evocativo. Menzione speciale va al light designer, le cui luci creano l’ottima ambientazione visiva per le suggestioni evocate dai musicisti.

In scaletta ovviamente molti pezzi del nuovo album, The Wilderness, che sembrano intraprendere una direzione nuova rispetto al passato, brani più brevi ma che dal vivo acquisiscono corposità e maggior suggestione. Ma ci sono anche tante succulenti chicche dei dischi precedenti, Catastrophe And The Cure, The Birth and Death Of the Day, Your Hand In Mine, With Tired Eyes, Tired Minds… È uno spettacolo costruito ad arte, come un quadro che prende forma sotto i tratti sapienti di un abile pittore che dipinge il cielo di Milano con esplosioni sonore e luminose, con alternanze magistrali tra vuoti e pieni, tra muri di suono e note impercettibili, in un crescendo continuo, che culmina con il climax finale di The Only Moment We Were Alone. Quando alle 23.40 la band abbandona il palco ci lascia un po’ a bocca asciutta; ma Munaf Rayani torna a salutarci, scusandoci per essere esausti ma ci spiega di aver dato il massimo stasera.

In effetti i quattro ragazzotti Texani (cinque, col turnista Carlos Torres) stanno girando l’Europa con una fitta serie di date e pochissimi giorni liberi. Certo, non ci sarebbe dispiaciuto qualche brano e decibel in più. Peccato anche per qualche falla acustica, ma poteva andarci anche peggio (e non ha nemmeno piovuto). A quanto pare però gli EITS stanno annunciando già le date invernali, che consigliamo di non perdere. Per ora ci siamo potuti ben accontentare di una serata magica sotto un cielo che ci ha regalato anche qualche stella.

(03/06/2016) – ©2016 OnDetour – Tutti i diritti riservati

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Silvia Pellizzon

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