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bbiamo fatto quattro chiacchere con gli inglese Beaty Heart, a Milano per il loro concerto dove sentiremo finalmente il loro primo album Mixed Blessings.

Cominciamo con la vostra storia dalle prime note suonate insieme fino ad oggi.
Ci conosciamo da anni, siamo andati tutti a scuola insieme e abbiamo suonato e siamo cresciuti in diverse band. Ma i Beaty Heart sono il nostro primo progetto serio! James e Charlie avevano lo stesso insegnante di batteria che gli ha trasmesso l’interesse per gli stili musicali afro – latini, influenzando così le loro ritmiche!

Siete di Londra ma il suono è esotico, lontano dalla tipica atmosfera inglese.
Quando abbiamo iniziato a scrivere l’album, abbiamo voluto fare qualcosa che fosse “geograficamente confusionale”. Volevamo che Mixed Blessings fosse una fuga dalla vita di tutti i giorni. Detto questo, credo che la nostra musica non abbia influenze londinesi, perché risulta molto “affollata”, vivace e forte!

Suonate strumenti elettronici e tribali. Da dove questa scelta viene?
Ascoltiamo molta musica diversa da tutto il mondo, questa è la ragione principale per cui l’album contiene tutti questi elementi. A casa abbiamo molti strumenti a percussione, quindi sembrava giusto utilizzarli in Mixed Blessings.

Il vostro sound è originale e particolare. Chi o che cosa è la vostra musa?
Non mi sento di dire che avessimo una musa particolare per quest’ album. La musica è stata scritta per allontanarsi dalla realtà, piuttosto che come una dedica ad una persona o cosa in particolare. Anche se l’album prende il suono da una vasta gamma di luoghi, sento che è un lavoro molto introspettivo.

Nella vostra musica la voce si abbina perfettamente con gli strumenti, sembra che il suono prevarichi il significato stesso delle parole.
I testi sono volutamente ambigui proprio come la musica sul disco. I testi hanno un significato personale, ma l’intenzione era che le persone potessero dargli una loro interpretazione.

I vostri video sono colorati immersi in un’atmosfera onirica, in sintonia con la vostra musica. Avete un regista oppure li avete fatti voi?
Li facciamo noi, con l’aiuto di alcuni amici che conoscono gli elementi tecnici delle riprese. Siamo andati tutti a scuola d’arte e inizialmente abbiamo creato la nostra band come uno sbocco per tutti i progetti creativi che stavamo facendo al college. Siamo coinvolti in tutti i nostri video e per noi è molto importante avere un’estetica unica, godere del lato artistico quanto di quello musicale.

Siete in tour in tutta Europa per presentare il primo album, e in Italia è la vostra prima volta. Come sta andando il  viaggio e che cosa vi aspettate da questo concerto italiano?
Il tour è stato incredibile! Siamo esausti, ma abbiamo passato degli ottimi momenti e tutti gli spettacoli sono stati fantastici. Due di noi hanno origini italiane, quindi questo concerto è molto sentito. Ci aspettiamo una folla selvaggia, molto traffico, buon cibo e buone persone!

Servizio di Miora Carola
Foto di Antonio Invernizzi

Beaty Heart @Magnolia – Milano

(01/11/2014) – ©2014 OnDetour – Tutti i diritti riservati

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Moira Carola

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