Savages live a Milano per presentare il loro primo album Silence Yourself, un concerto infuocato e potente per il quartetto londinese.

La donna è spesso considerata inferiore all’uomo per doti fisiche e competenze lavorative, viene definita come “il sesso debole”: sicuramente chi la pensa ancora così non ha la men che minima idea di chi siano le Savages. Loro invece ne hanno molte di doti, da far invidia a qualsiasi band maschile; la prova è vedere mezza sala di uomini con la bocca spalancata, ipnotizzati, rapiti e stupiti dal sound che propone il quartetto londinese.

Dall’uscita del loro primo album, Silence Yourself (2013, Pop Noir-Matador), sembra che le Savages abbiano ingranato la marcia giusta, bruciando le tappe e arrivando in breve tempo ad esibirsi nei migliori festival, tra cui l’ultima edizione del Coachella 2013.

Siamo di fronte ad una carica post-rock piena, strabordante di potente e sano rock, tinteggiato da Joy Division, meno in paranoia del solito, Siouxsie & the Banshees e influenze New Wave. Quindi, abbiamo a che fare con qualcosa già sentito, ripetuto, celato dal post modernismo decadente e davvero in para per la crisi economica? Non c’è da preoccuparsi! L’espressione trasmessa dalle Savages dal vivo, è qualcosa che può spazzare via queste preoccupazioni; già dal loro album è chiara la tendenza delle quattro indemoniate figlie musicali degli anni ’80.

Anche live l’aggressività noise rock della sezione ritmica, composta da Fay Milton e Ayse Hassan, è destabilizzante e inaspettata, da far tremare la stanza. Se a tutto ciò si aggiunge la malinconia nervosa della chitarra di Gemma Thompson e la voce di Jehnny Beth, con la sua presenza scenica semplice, ma chiaramente 80ies, si completa il quadro dipinto dalle Saveges.

Savages richiamano ad un immaginario culturale ben definito, ma rivestito e svecchiato da quello che i vari revival ci hanno mostrato negli ultimi anni. Sembra che non sia più di moda rifare la vecchia musica, tale e quale a prima spacciandola per nuova, ma la tendenza è di cogliere la giusta ispirare dal passato, per farlo “rivivere” con la mentalità e la modernità di oggi.

Servizio e Foto di Degio De Giorgis

(22/05/2013) – ©2013 OnDetour – Tutti i diritti riservati

 

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Degio De Giorgis

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