Ecco live gli Invers, band emergente di notevole spessore, che sa far divertire e farsi ascoltare.
Il Circolo Alice nella Città è un localino semplice e buio perso nelle campagne cremonesi, nascosto dietro l’insegna di un’officina per Vespe. Veniamo accolti in un cortile, forse di una vecchia cascina ri-qualificata, e siamo poi guidati dalla musica dentro l’avvolgente penombra del circolo. Quattro figure emergono quasi subito dal buio: sono gli Invers, ospiti unici della serata. Biellesi, si presentano qui con un unico album all’attivo, Dal peggiore dei tuoi figli, pubblicato nel 2012, disco coi piedi saldamente piantati nel post-rock del Teatro degli Orrori, nel gusto per le lyrics taglienti dei Ministri e nell’indie britannico di Editors e Interpol.
Gli Invers attaccano subito senza perdersi in troppi giri di parole. Si concentrano immediatamente sui brani più energici del loro repertorio, tra cui il singolo Non preoccuparti per me (se fuori piove), brano conciso, movimentato ed efficace, la (quasi) title-track Il peggiore dei tuoi figli, di chiara ascendenza “capovilliana”, o la cantabile All’Italia, tra le più vicine alla lezione dei Ministri. C’è spazio anche per pezzi più cupi e riflessivi, come la lunga Nella stanza azzurra, lento, ossessivo e stranamente azzeccato nell’aria tenebrosa del locale. In totale, gli Invers ci allietano per un’oretta e mezza bella piena. C’è tempo pure per qualche inedito e un bis, che poi è la riproposizione del singolo già citato.
Nonostante qualche dubbio, forse è presto per stroncare gli Invers e metterli semplicemente nel cestino del “già sentito”. Soprattutto perché live dimostrano notevole precisione, affiatamento e nitidezza, elementi nient’affatto scontati per una band di questo tipo e, soprattutto, giovane. Nel processo va persa un po’ di naturale aggressività, ma non è necessariamente un difetto. Piccolo appunto: il cantato di Marco B (anche chitarrista), così particolare e debitore di Capovilla risulta decisamente più roco live, e purtroppo un po’ monocorde. Ciò non intacca comunque nel complesso una performance più che godibile, a confermare il fiuto per il songwriting ben strutturato e talvolta arguto dimostrato in studio. La gente stasera era poca ma si è divertita, specialmente sui pezzi più energici. Se gli Invers sapranno scrollarsi di dosso i modelli, ancora troppo ingombranti, è probabile che ci offriranno qualcosa di davvero interessante.
Servizio di Alessandro Dragoni
(25/10/2013) – ©2013 OnDetour – Tutti i diritti riservati

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