Energia, è così che voglio iniziare questo live report dei Management del dolore post operatorio!

Alle 24.00 circa salgono sul palco del Blackout di Prato i Management del dolore post operatorio, quattro ragazzi abruzzesi capaci di infiammare tutta Italia con i loro testi cinici e fin troppo veri ma sopratutto con il loro modo di stare sul palco (chiunque ricorderà la loro esibizione del 1° maggio a Roma).

Iniziano il live con “Signor Poliziotto” e “Irreversibile”, entrambe canzoni di “Auff!” loro primo album, fino a passare a canzoni inedite che vanno ad anticipare la prossima uscita di “McMao”. Le canzoni inedite in un concerto per me sono qualcosa di magico. Quando ancora non conosci il ritmo ed i testi invece di saltare ed urlare cerchi di captare il significato di quella canzone, stando immobile per assaporare ogni sfumatura di quella nuova canzone, grazie anche al modo di esibirsi, quasi recitativo, di Luca Romagnoli, cantante del gruppo, che non ti lascia respirare un momento grazie alla sua capacità di non far vivere al pubblico nemmeno un minuto morto.
La canzone del Management del dolore post operatorio che sicuramente mi è entrata di più nel cuore, anche grazie all’introduzione, è sicuramente quella che parla di un drogato che camminava con le braccia aperte che Luca ha incontrato per le strade di Lanciano (loro città natale) la cui frase “Oggi ho visto un drogato e ho visto Dio che ha pianto perchè anche lui vorrebbe volare ogni tanto” è spaventosamente bella. Il concerto continua tra inediti, uno anche sull’università, e canzoni ormai conosciute. Il pubblico è inizialmente calmo ma appena partano le note di “Marylin Monroe” e “La pasticca blu” si accende quella molla che fa iniziare tutti a saltare ed urlare, rendendo così tutto più bello.

C’è sicuramente da dire che, nonostante tutti i componenti del gruppo siano molto capaci (compreso il “nuovo” bassista), l’attenzione viene catturata al 99% dal cantante/frontman. Ben poche volte, sinceramente, mi sono trovata a guardare altro rispetto a lui, che è capace di catturarti per tutta la durata del concerto, a volte anche un pò esagerando quell’aspetto recitativo che lo caratterizza, rischiando di distogliere l’attenzione dalla canzone che dovrebbe essere al centro di tutto.

I Management del dolore post operatorio scendono dal palco per pochi secondi per poi ripartire con le due canzoni che personalmente preferisco di “Auff!”: Il numero otto, metafora della vita cantata con una calma disarmante e Norman che per me è qualcosa di indescrivibile. E’ una canzone capace di farti passare attraverso differenti stati d’animo in poco tempo e live è una botta assurda, si passa dalla rabbia all’angoscia, dalla tristezza alla voglia di non lasciarti scivolare via i tuoi sogni. Dopo un’ora e mezza il concerto del Management del dolore post operatorio si conclude con la canzone simbolo “Auff!” cantata a squarciagola da tutto il pubblico e dal gruppo a cui va un grandissimo applauso dato che, dopo che Luca è sceso dal palco, hanno continuato a suonare il riff principale per 5-10 minuti, rischiando di far prendere un infarto a chi, come me, non smetteva di saltare.
Un live sincero, capace di farti divertire e allo stesso tempo riflettere nell’attesa di ascoltare “McMao”.
Energia, ed è così che voglio concludere.

Servizio di Elisa Bertolucci

(07/02/2014) – ©2014 OnDetour – Tutti i diritti riservati

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