Rock en Seine, il festival musicale d’eccellenza in terra francese, torna puntale per chiudere l’estate al meglio.

Parigi è da sempre la capitale culturale europea, proponendo nuovi concetti politici, imperiali, di moda e di stile. Modi di vivere ed intendere la vita, poi copiati e rivisti un po’ ovunque nel mondo. In questi anni burrascosi e di cambiamento globale, la crisi potrà far vacillare alcune cose, ma la musica, quella suonata, quella che trasmette il desiderio di ballare e divertire, non può cadere così facilmente. Il festival Rock en Seine, giunto alla sua decima edizione, è la certezza che nei momenti bui bisogna investire sulla buona musica.

Tre giorni ricchi di artisti ad altissimi livelli: Nine Inch Nails, System Of A Down, Phoenix, Paul Kalkbrenner, solo per citarne alcuni. Moltissime le proposte “minori” che richiamano sempre orde di fan danzanti: The Bloody Beatroots, !!!(Chk Chk Chk), Tame Impala, Black Rebel Motorcycle Club, Tomahawk.
Le attese più sentite sono certamente, la reunion dei System Of A Down e il ritorno dei Nine Inch Nails di Trent Treznor. I SOAD, dopo anni di silenzi e progetti paralleli dei singoli componenti, tornano sui palcoscenici di moltissimi festival mondiali. Tutti i fan si aspettano un nuovo album, anche se news a riguardo sono ancora frammentarie. Diverso il discorso per i NIN, in quanto il loro album è uscito da pochissimi giorni, Hesitation Marks (2013, Columbia) e il loro leader e mente della band Trent Treznor, sembra ad una nuova rinascita.

Un plauso dovuto va agli organizzatori del festival che, incrociando gli orari delle band sui vari palchi, quattro per l’esattezza, danno la possibilità di far vedere tutti i live. Mentre sul mainstage si lotta a quanti resteranno in piedi a fine giornata, anche sugli altri palchi, dislocati nel parco di Château de Saint-Cloud, l’atmosfera è perfetta.

Le domande, ma soprattutto i dispiaceri, nel pensare che in Italia non ci sia più un evento simile al Rock en Seine, sono tante. Purtroppo quando le cose non ci sono, o non funzionano come dovrebbero, bisogna andare a cercarle da qualche parte. Spesso si decide di emigrare dove si può ottenere quello che si desidera; anche se di ottima musica noi ne abbiamo da proporre in decine di festival. Ma è giusto andare a cercare di realizzare le proprie richieste, dove le cose sanno farle bene, dove l’intero meccanismo può venire incontro completamente ai fan. Non solo per la scelta musicale, ma anche per i servizi legati al festival.

In questo momento storico, in Italia, forse abbiamo altri problemi più importanti da superare; i fondi per investire nella cultura non vengono stanziati, quindi il solo pesiero di poter organizzare un festival lontanamente simile al Rock en Seine è impossibile. Sono mille le scuce date a tal proposito, ma la verità è questa.

Servizio e Foto di Degio De Giorgis

(09/09/2013) – ©2013 OnDetour – Tutti i diritti riservati

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