Ecco il reportage dal Creature Festival 2014 al parco Belgiardino.

È del tutto diverso fare toccata e fuga in un qualsiasi evento musicale, e invece di vedere un festival dall’interno, seguirne la preparazione, conoscere i ragazzi che si assumono la responsabilità di creare un appuntamento estivo senza paragoni. Certo, esistono feste più grandi, con nomi più conosciuti, con più banchetti o chissà cosa. Ma vedere una cinquantina di giovani, tutti volontari, realizzare a una manifestazione che da otto anni continua a crescere, diventando un punto di riferimento imperdibile per l’estate e attirando migliaia di persone: questo è incredibile.Incredibile anche soltanto poche ore prima dell’inizio del Creature Festival, quando ancora nel parco del Belgiardino, a Lodi, si collegava la corrente agli ultimi gazebo, si cucinava, si spostavano tavoli e transenne. Invece poi è calato il buio, si sono accese le luci tra gli alberi, e ci si è persi in un’atmosfera dolcissima, mentre iniziavano ad arrivare le prime persone e ci si scaldava con un dj set e un aperitivo.

Come al solito, a farla da padrone è stata la musica: nessun nome da concerto negli stadi, per fortuna, ma tanti gruppi di tutti i tipi. Prezzo basso e tanta qualità per soddisfare amanti del rock e della musica elettronica, del rap come del folk. Three steps to the ocean, Fuzz orchestra, Woody gipsy band, Valerian swing, X-Mary e tanti altri per tre serate variegate, da giovedì a domenica, con un evento di apertura il giovedì: la presentazione del film Supra Natura.

Serate anche abbastanza umide, a dire il vero. La pioggia annunciata per sabato e domenica alla fine non è arrivata, ma ha costretto gli organizzatori – associazione Clam – a mescolare le carte, spostare qualche gruppo e cancellare un paio di nomi, visto che due dei tre palchi sono stati chiusi, ed è rimasto solo un piccolo palco coperto che non ha comunque impedito ai presenti di scatenarsi.

Nella sfortuna di aver scelto un week-end di luglio un po’ incerto, non si può dire comunque che il Creature festival sia stato rovinato: migliaia di persone anche sabato e domenica e, anzi, con un percorso coperto, qualche goccia tra i rami degli alberi e gli aghi di pino bagnati a coprire il terreno, si è creato un contesto più intimo, del tutto diverso dal solito ma altrettanto bello.

Servizio di Federico Gaudenzi
Foto di Matteo Cavalleri

(22/07/2014) – ©2014 OnDetour – Tutti i diritti riservati

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