Il reportage dei Death From Above 1979 dal vivo al Covo di Bologna venerdì 17 ottobre 2014.
Ho sperato che questo giorno arrivasse da diversi anni, precisamente dall’estate del 2005. Stavo facendo zapping alla televisione e sono inciampato nel videoclip di due loschi individui: Jesse F. Keeler al basso e Sebastien Grainger alla batteria e voce, non so spiegare la folgorazione che ho avuto nel sentirli suonare.
Sottolineo il fatto che la band era composta da due elementi, ma suonava con una potenza tale come se fossero in cinque; il video era “Romantic Rights”, loro sono i Death From Above 1979. Non è molto chiaro il perché da lì a pochi mesi decisero di sciogliersi, ancora più improbabile è il fatto di aspettarsi una loro data in Italia. Ma l’importante è che oggi sono qui insieme, in tour, anche in Italia, dopo l’uscita il 9 settembre scorso del loro nuovo album, The Physical World (2014, Last Gang), seguito al debut album You’re a Woman, I’m a Machine (2004, Vice, Last Gang, Ache, Victor).
Era da aspettarsi il soldout fulmineo per la data di questa sera, c’è molta curiosità attorno al duo canadese. Negli ultimi anni il panorama musicale ha partorito, per necessità o per virtù, molti esempi riusciti di “duo band”: The Black Keys, The White Strypes e i nostri The Bud Spencer Blues Explosion e Zeus! ma la miscela composta da sonorità fuzz rock, attitudine punk e melodia pop alla voce, oggi non si sente alla radio e tanto meno non si vede in tv: i Death From Above 1979 in questo sono unici.
Sotto il palco si scalpita per l’arrivo dei DFA1979, le prime “prove” di pogo per prendere posto più vicino possibile, applausi e incitamenti alla band, ma è dal fondo del locale che si capisce che i due stanno arrivando: attraversano la sala facendosi spazio come il passaggio del Mar Rosso. Pochi convenevoli con i fan e subito si inizia a sudare rock’n’roll.
La scaletta è incentrata molto sull’ultimo album, The Physical World e sulla rivisitazione sonora che hanno voluto inserire nella spinta super rock che da sempre li contraddistingue. L’impatto è quello che si sente da cd, potente ma non prepotente, melodico ma non scontato. Jesse e Sebastien sono concentrati, soffrono il caldo, sudando come dei mastini napoletani ma non si smuovono, non lasciano indietro un solo bpm. Cavalcano la prima ora intervallando le ultime canzoni con quelle che li hanno portati alla ribalta e all’attenzione di tutti: Turn it Out, Right On, Frankenstein!, Virgins, Cheap Talk, You’re a Woman, I’m a Machine. Stremati dalla cappa di umidità che hanno innalzato nella sala, riescono a lanciare le ultime fiammate sul finale, facendo impazzire, letteralmente andar fuori bussola il pubblico con Romantics Rights, Cold war, Go Home, Get Down.
Dopo gli applausi, saluti, ringraziamenti, richieste di sigarette dal palco, i Death From Above 1979 come sono arrivati, riprendono la strada verso il fondo della sala; stavolta però inondati dai fan che li celebrano, ringraziandoli per ciò che hanno vissuto in prima persona.
Servizio e Foto di Degio De Giorgis
(25/10/2014) – ©2014 OnDetour – Tutti i diritti riservati













Scrivi