Sono passati dieci anni dal primo festival MiAmi. Il circolo Magnolia stava ancora crescendo e la sede era l’ex ospedale Paolo Pini. La dimensione dell’evento era da centro sociale, quei luoghi che a Milano fino a qualche anno fa, davano spazio all’espressione musicale di band che oggi sono l’esempio di musica underground. Oggi come ieri molti protagonisti sono presenti, anche se alcuni sotto nuove vesti: Marta sui Tubi, Non voglio che Clara, Tre allegri ragazzi morti, One Dimensional Man, Offlaga Disco Pax. Ma le cose cambiano, e per una città come Milano che spesso non sa cosa vuole veramente, i cambiamenti vengono compresi di giorno in giorno senza pianificare realmente: improvvisazione cittadina.

Quando invece la passione spinge il desiderio, quando si crede fermamente nei propri maledetti sogni e qualcuno di questi si esaudisce, tutto ciò che c’è attorno diventa realtà.

Il MiAmi Festival quest’anno ne fa dieci di anni, e non c’è stato miglior cambiamento ed evoluzione del loro sogno diventato realtà: essere uno tra i migliori festival di musica indipendente italiano. Tre giorni di buona e sana musica, tre palchi, decine di band e migliaia di persone cariche per far festa. Poi un’area espositiva con prodotti hand made, cd, grafiche e l’importante zona Mi Fai, dove fumettisti ed illustratori hanno libertà d’azione compositiva.

La cosa davvero importante e rappresentativa del successo del progetto MiAmi è il pubblico, parte essenziale della riuscita del festival; non per una mera questiona economica di biglietti venduti, ma come ospite d’onore. La grinta e la partecipazione ai concerti è da “uomo in più sul campo”. Tutto si compra con le carte di credito (sempre che ci siano soldi), ma vedere i grandi e grossi uomini della sicurezza cercare di contenere la spinta del pubblico contro le transenne, non ha prezzo. E’ questa la Milano che piace, che sarà sempre un po’ alternative-undergroud-chic, con la maglietta e la scarpa alla moda, ma è quella giusta, che partecipa attivamente agli eventi, al di fuori del “si mangia gratis”.

Il MiAmi è riuscito a unire tutti sotto una sola bandiera, sotto un solo credo; fanculo i mal pensieri, che vengano portati via da tutta la carica positiva respirata in tre giorni di festival. Basta crederci e non fermarsi mai, il meglio deve ancora arrivare.

Servizio di Degio De Giorgis
Foto di Matteo Cavalleri, Antonio Invernizzi

(10/06/2014) – ©2014 OnDetour – Tutti i diritti riservati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.