La colonna sonora del CuNeo Gotico viene dall’Austria. Si chiama Soap & Skin, l’enfant prodige di una nuova barriera musica sperimentale.
La sua personale commistione fra cantautorato e elettronica dark è diventata ormai imprescindibile per i palati più esigenti.
Siamo nella oscura campagna piemontese, terra di vigneti che crescono all’ombra di un pregiatissimo (lo scopriamo sul momento) neogotico ottocentesco. La rassegna “cuNeo gotico” ha selezionato accuratamente un live azzeccato, in tema, suggestivo. “Me and the devil” è il titolo della serata: traccia-cover dell’EP del 2013 dell’artista, riprende quel brano (in originale era “Me and the devil blues”) che faceva di Robert Johnson uno dei più celebri bluesman di inizio Novecento – previo ovviamente la cessione della propria anima al Diavolo.
L’imbrunire si fa strada sul piazzale Belvedere della parte storica di Dogliani, a cui si accede da una strada sterrata non illuminata, o a scelta dal parcheggio adiacente un cimitero. Mentre le ombre si allungano, la nostra eroina romantica Soap & Skin comincia a proporre ballate tormentate col piano a coda. Ecco poi le prime incursioni di basi sintetiche, a cui si sommano delle energiche percosse alla tastiera. “I was born to loose” è una delle frasi che si incidono rapide nella mente e definiscono tutto l’immaginario.Â
Quello che poteva essere un classico set di voce-piano-cori un po’ triste, si trasforma in qualcosa di così potente da provocare nel pubblico delle irriproducibili espressioni di meraviglia (leggesi anche “piccole bestemmie”).
E’ un pugno nello stomaco, Anja Plaschg. Di quelli da mettere a tutto volume, lasciar che si espanda. Fuori e dentro, dentro e fuori. Lei mormora un solo e flebile “Thank you for coming” in tutta, dico tutta, la serata. Il resto sono indicazioni in tedesco al fonico su riverberi della voce, intensità del piano, altezza delle basi. Perché non ci si perde troppo in fronzoli.
Non ti aspetti quindi che nella seconda parte della serata Anja si stacchi dalla tastiera e affronti il fronte-palco. Comincia una serie di contorsioni, movimenti, agitazioni. Ora che è più esposta, sia fisicamente che emotivamente, sale un climax ancora più potente e coinvolgente. E’ un’esperienza da fare assolutamente, prima o poi.Â
Di Soap & Skin apprezzi ancora di più la coerenza sul finale: un solo bis, seguito a gran richiesta da un’ultima, lunga frase. “This is the end, beautiful friend”, ovvero dieci minuti di cover dei Doors. E la serata scivola nella notte, con le lucciole a farti da guida verso il paese e la speranza di rincontrarci presto in lidi più battuti.
Servizio e Foto di Chiara Leandri
(06/08/2015) – ©2015 OnDetour – Tutti i diritti riservati







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