Ex-Otago in concerto all’Ohibo di Milano.
Ci sono ascolti che capitano al momento giusto quando ritrovi nella musica e nei testi gli stessi pensieri che ti accompagnano alla fine delle giornate, e così gruppi che conoscevi a malapena diventano una costante. A me, in questo periodo, è capitato con il nuovo lavoro degli Ex-Otago, In capo al mondo.
Fino a poco tempo fa di loro conoscevo solamente la stupenda versione di The Rhythm of the night, da quando ne avevo visto il video era diventata la mia colonna sonora perfetta per le gite al mare in Liguria, ma negli ultimi tempi i discorsi con una mia amica di Saronno che aveva dato il suo contributo al crowdfunding per produrre il loro precedente lavoro Mezze Stagioni e la breve partecipazione del Pernazza, che nel frattempo ha lasciato la band, al secondo album dei Lolocaust erano un buon motivo per aspettare con interesse l’uscita del loro ultimo lavoro.
In capo al mondo è un disco perfetto per chi ha in mente un viaggio, per chi lo farà e per chi invece può solo continuare a sognarlo, un ottimo compagno per un road-trip.
Il concerto del 27 Marzo all’Ohibò è il secondo dall’inizio del loro tour, lo ripetono spesso tra una canzone e l’altra, cercando anche la complicità dell’addetto alle luci. Non la troveranno quasi per tutto il concerto, ma in fondo è sufficiente quella che si instaura con il pubblico.
E noi cantiamo le canzoni con loro, quelle nuove come Amico bianco, Chi la dura l’avventura, L’appuntamento, Nuovo Mondo che aprono lo spettacolo, seguite dai pezzi storici: Costa Rica, richiesta dal pubblico in un’atmosfera quasi intima. E poi Patrizia, Gli Ex-Otago e la jaguar gialla, una breve incursione dei Figli degli Hamburger.
Io personalmente mi esalto con la cover di Corona (non Fabrizio) ma tutto il concerto mi trascina in un mondo dove la melanconia si fonde con i piaceri della vita. In fondo, come dico ai miei compagni di concerto, tutte le loro canzoni hanno una vena di tristezza, non solo La ballata di Mentino, il capitolo più malinconico di In capo al mondo e della loro scaletta.
Forse gli Ex-Otago sono quello di cui le mie orecchie avevano bisogno per aprirsi al bel tempo, alla primavera, in attesa dell’estate e di qualche giorno al mare, pensando sempre al “ritmo della notte”. Questo concerto ne è stata la dimostrazione.
Servizio di Michele Checchia
(02/04/2014) – ©2014 OnDetour – Tutti i diritti riservati

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