Report live del concerto di Max Gazzè all’Alcatraz di Milano.In mezzo alle persone che aspettano Max Gazzè si respira aria di primavera anche se fuori dall’Alcatraz la pioggia cotona i capelli, ma dopo tutto sono un po’ primaverili anche la pioggia e i capelli cotonati. Sale sul palco e fin da subito trascina il pubblico nel suo passato e nel suo presente, con una scaletta che presenta il nuovo album e rievoca quelli prima, quasi come una radiografia della sua carriera musicale e dei sentimenti di chi lo ascolta. Per citare qualche canzone Vento d’estate, Cara Valentina, Il solito sesso, Il timido ubriaco, L’uomo più furbo, Annina, Di nascosto, L’amore pensato, Autoironia, Una musica può fare, A cuore scalzo, si mischiano in una totale armonia con gli ultimi brani come La mia libertà, I tuoi maledettissimi impegni, Sotto casa. Mi guardo in giro e osservo le persone che cantano sorridendo: parole belle, parole che fanno male, come se la musica di Max Gazzè e la sua voce diano il ritmo alle loro espressioni e a quello che stanno provando. Abolizione della barriera tra pubblico e artista, uniti in uno spettacolo che fa star bene entrambi. Divertito ed emozionato anche lui dalla serata, ogni tanto si ferma tra una canzone e l’altra, qualche battuta con la band, qualche battuta con il pubblico per poi ripartire per un altro “viaggio” musicato e cantato. Saluta e ringrazia per poi rientrare con la canzone che fa da sfondo alla sua esperienza cinematografica nel film Basilicata Coast to Coast: Mentre dormi. Viene da dire alle persone che la sentono di abbracciarsi, ma basta di nuovo leggere nei loro sguardi per capire che Max ha fatto centro, “mentre dormi ti proteggo…”, per citarne una frase, è una promessa che lo trasforma per tutto il concerto nel custode dei sentimenti che il suo pubblico sta provando.

Servizio di Stefania Manzitto

(15/04/2013) – ©2013 OnDetour – Tutti i diritti riservati

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